Ordinanza di Palazzo d’Orleans. L’Anci contro la Regione: “Così si alimenta la confusione”.

  • PALERMO –  Le Società per la Regolamentazione dei Rifiuti che non hanno, ancora, avviato  il processo di trasferimento dei lavoratori dai vecchi Ato alle nuove Srr rischiano, da oggi, di essere commissariate. Questo stabilisce la nuova ordinanza firmata il primo febbraio scorso dal presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, integrata dalla quella che aveva concesso, una proroga di quindici giorni finalizzata all’avvio delle pratiche per il traghettamento del personale alle nuove strutture. Una mossa quella della Regione che non piace ai Comuni. “Si tratta di un provvedimento che aumenta la condizione di confusione istituzionale, già in atto, delineando un quadro, se possibile, ancora più complesso e disorganico, che non agevola certamente il passaggio alle nuove forme di gestione. Ma ciò che è più grave incide sull’autonomia istituzionale e finanziaria dei Comuni, il cui ruolo verrebbe esautorato da un soggetto esterno che impegnerebbe finanziariamente i comuni nella creazione di società in house, che replicherebbero, in sostanza, gli ex Ato”. Dichiarano Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di Anci Sicilia. La vicenda riguarda i circa tremila lavoratori degli ex Ato, in liquidazione da anni. Il loro personale dovrebbe transitare per legge alle nuove Ssr. Una situazione che produce aggravi di spesa e soprattutto un caos gestionale dal quale non si riesce a venire fuori. Le nuove società, che stanno vedendo la luce con un certo ritardo, non si occupano però della gestione del servizio di raccolta, ma devono bandire le gare per affidarlo. A quel punto, il personale degli Ato impegnato nella raccolta dovrebbe transitare attraverso le Srr a chi si aggiudica le gare (per piccoli contingenti qua e là questo è già avvenuto) – o alle società partecipate pubbliche che nasceranno per gestire la raccolta in house -, mentre gli amministrativi potrebbero entrare nelle stesse Srr. Tutto ciò ancora tarda a realizzarsi, salve rare eccezioni. “I provvedimenti di proroga concessi e i temuti commissariamenti dei prossimi giorni – continuano Orlando e Alvano – non potranno certamente accelerare la gestione integrata dei rifiuti in Sicilia, ma creeranno un ulteriore impasse in attesa che venga approvato il ddl di riforma che è attualmente fermo nelle commissioni di merito all’Ars”. Sul tema le Srr erano state più volte sollecitate con atti di indirizzo dalla Regione. Ma secondo i vertici dell’Anci “per intervenire efficacemente nella ottimizzazione di un servizio vitale per la salute pubblica, come il servizio integrato dei rifiuti, non è necessario ricorrere alle ordinanze, strumento utile e indispensabile per gli eventi imprevedibili, è auspicabile, invece, un’adeguata programmazione fatta di provvedimenti strutturali che mantengano l’autonomia gestionale e finanziaria di ciascun ente. Interventi straordinari e farraginosi possono solo contribuire alla paralisi dell’intero sistema dei rifiuti in Sicilia – conclude Orlando- con il rischio concreto che si inneschi una nuova emergenza rifiuti, come quella dell’estate scorsa e che avrebbe la grave conseguenza di mettere a repentaglio la salute dei nostri concittadini”.